Maledetti scrittori fantasy

A leggere i giornali sembra che la colpa della strage dell’altro giorno a Firenze è dello scrittore americano Howard Philip Lovecraft, reo di essere un po’ troppo figlio del suo tempo, ed aver instillato in Gianluca Casseri il germe dell’estraniamento dalla realtà e del razzismo. 


Questa idea emerge in particolare nell’articolo di Grazia Longo su La Stampa di Torino
 
«All’età di 12 anni, folgorato dall’incontro con H.P. Lovecraft, si aliena definitivamente dal cosmo ordinato che ci circonda». Poche righe in cui già proliferano il germe dell’estraniamento dalla realtà a favore della letteratura fantasy e, soprattutto, il germe del razzismo. In due libri in particolare lo scrittore americano Lovecraft spinge il suo razzismo alle estreme conseguenze, caratterizzando esplicitamente le persone di colore come «subumane».

Siccome vogliamo evitare che altri possano seguire le orme di Casseri e de norvegese Breivik, traviato a sua volta dal pericoloso estremista John Stuart Mill, ho compilato una lista di citazioni, purtroppo incompleta che potrà servire per ripulire gli scaffali di biblioteche e librerie da pericoli autori inneggianti al razzismo. 

Iniziamo da Aristotele, pericolosissimo perchè insegnato in tutte le scuole;

«Un essere che per natura non appartiene a se stesso ma a un altro, pur essendo uomo, questo è per natura schiavo: e appartiene a un altro chi, pur essendo uomo, è oggetto di proprietà: e oggetto di proprietà è uno strumento ordinato all'azione e separato. [...] Se esista per natura un essere siffatto o no, e se sia meglio e giusto per qualcuno essere schiavo o no, e se anzi ogni schiavitù sia contro natura è quel che appresso si deve esaminare. Non è difficile farsene un'idea con il ragionamento e capirlo da quel che accade. Comandare ed essere comandato non solo sono tra le cose necessarie, ma anzi tra le giovevoli, e certi esseri , subito dalla nascita, sono distinti, parte a essere comandati, parte a comandare. [...] Ora gli stessi rapporti esistono tra gli uomini e gli altri animali: gli animali domestici sono per natura migliori dei selvatici e a questi tutti è giovevole essere soggetti all'uomo, perché in tal modo hanno la loro sicurezza. Così pure nelle relazioni del maschio verso la femmina, l'uno è per natura superiore, l'altra inferiore, l'uno comanda, l'altra è comandata - ed è necessario che tra tutti gli uomini sia proprio così. Quindi quelli che differiscono tra loro quanto [...] l'uomo dalla bestia (e si trovano in tale condizione coloro la cui attività si riduce all'impiego delle forze fisiche ed è questo il meglio che se ne può trarre), costoro sono per natura schiavi [...]. In effetti è schiavo per natura chi può appartenere a un altro (per cui è di un altro) e chi in tanto partecipa di ragione in quanto può apprenderla, ma non averla: gli altri animali non sono soggetti alla ragione, ma alle impressioni. Quanto all'utilità, la differenza è minima: entrambi prestano aiuto con le forze fisiche per la necessità della vita, sia gli schiavi, sia gli animali domestici. Perciò la natura vuol segnare una differenza nel corpo dei liberi e degli schiavi: gli uni l'hanno robusto per i servizi necessari, gli altri eretto e inutile a siffatte attività, ma adatto alla vita politica [...]. Dunque, è evidente che taluni sono per natura liberi, altri schiavi, e che per costoro è giusto essere schiavi» (Aristotele, Politica I, 4-5)
E che dire di Montesquieu, il padre del costituzionalismo moderno

«Queste creature sono completamente nere e con un naso così schiacciato di cui si può avere a malapena compassione. Non si può concepire l’idea che Dio, che è un essere saggio, debba mettere un’anima, soprattutto un’anima buona, in un corpo del tutto nero […]. È impossibile supporre che quella gente siano degli uomini, cominceremmo a credere che non siamo noi stessi cristiani» (Lo spirito delle leggi, libro XV)
Vogliamo poi dimenticare il filosofo Immanuel Kant?

«I negri della costa d’Africa non hanno della origine loro alcun sentimento che s’innalzi al di sopra del frivolo. Sfida Hume chi che sia di nominargli un sol negro ch’abbia mostrato talenti e sostiene che, a centinaia di migliaia di schiavi tolte alle piagge della loro patria, e molti dei quali han racquistata la lor libertà, non se ne sia un solo incontrato che abbia prodotto cosa di grande nelle arti e nelle scienze; a questa sua assertiva oppone una folta di bianchi, che parevano esser ritenuti dal loro nascimento negli ultimi posti della società, e che me uscirono mercè la sola forza delle loro qualità native; tanta è omai distinta la differenza tra queste due specie d’uomini. Esse non si allontanano meno, una dall’altra, sotto il rapporto delle facoltà morali che sotto quello del lor colorito. Il culto delle fettisci, cui questi popoli vanno soggetti, è una sorte di sì deplorabile idolatria, che ricade al di sotto di quell’ultimo grado di ridicolo, di cui altri non oserebbe, nemmeno idealmente, d’insozzare l’umana natura. » (Kant, saggio sul sentimento del sublime e del bello)
Oppure l’illuminista scozzese David Hume?
«Sospetto i Negri e in generale le altre specie umane di essere naturalmente inferiori alla razza bianca. Non vi sono mai state nazioni civilizzate di un altro colore che il colore bianco. Né individuo celebre per le sue azioni o per la sua capacità di riflessione… Non vi sono tra di loro né manifatture, né arti, né scienze. Senza fare menzione delle nostre colonie, vi sono dei Negri schiavi dispersi attraverso l’Europa, non è mai stato scoperto tra di loro il minimo segno di intelligenza»
Sono sicuro che l’illuminata giornalista de La Stampa saprà fare buon uso di questa lista per prevenire questa “arte degenerata” che potrebbero “corrompere” la nostra cultura.

Inflazione o deflazione?


Da un po’ di tempo a questa parte è in atto una strana disputa tra chi vede nel futuro un’inflazione dei prezzi e chi invece sostiene che non bisogna affatto preoccuparsi del costo della vita perchè ci aspetta una dolorosa deflazione da credit crunch. I secondi, nonostante tutti gli indici dei prezzi dei paesi occidentali siano perennemente in aumento, tendono poi ad attaccare, con una certa supponenza ed aggressività, chi “osa” sostenere che stampare moneta farà aumentare i prezzi. Dopotutto la Fed ha triplicato la base monetaria e negli Stati Uniti non c’è iperinflazione, quindi perchè preoccuparsi?
L’equivoco, perchè di questo si tratta, è come spesso accade semantico. La frase che ha scatenato la reazione inphastidita, in una precedente versione di questo articolo, era:

«Stampare più moneta significa automaticamente un aumento dell’inflazione»

Sul termine “automaticamente” e sulla differenza tra base monetaria e offerta di moneta si basa quindi la replica stizzita. Ovviamente la risposta è giusta, i prezzi non aumentano automaticamente ed in modo uniforme quanto si stampa moneta, e c’è differenza tra base monetaria ed offerta di moneta (sia che consideriamo M1 oppure M2), ma sbagliate sono le conseguenze che si vogliono trarre, ovvero che se la BCE si decidesse a stampar denaro e monetizzare i debiti sovrani si risolverebbe il problema euro senza (quasi) nessuna ripercussione.

Per comprendere il perché di questa affermazione dobbiamo però aprire una piccola parentesi teorica e spiegare qual è la teoria monetaria alla base del discorso precedente. 

La teoria quantitativa della moneta

Normalmente si dà credito a John Locke per aver proposto per primo la teoria quantitativa della moneta ma la sua forma più conosciuta è quella che ha codificato Irving Fisher all’inizio del secolo scorso.

(1)   M*V=P*Q

Vediamo da dove deriva e poi discutiamo del significato dei vari termini.

Immaginiamo al mercato con un biglietto da 5 euro e lo utilizziamo per comprare 5 mele al prezzo di 1€ ciascuna. La transazione si può descrivere in due modi equivalenti:

  • Un biglietto da 5 euro passa da me al fruttivendolo
  • 5 mele al prezzo di 1€ ciascuna passano dal fruttivendolo a me
Riscriviamo queste due  proposizioni come una equivalenza:

(2)   1 biglietto da 5 euro = 5 mele al prezzo di un euro/mela

Ora immaginiamo che il fruttivendolo utilizzi lo stesso biglietto da 5 euro per comprare 2 kg di patate dal verduriere, al prezzo di 2,5 euro al Kg.

(3)   1  biglietto da 5 euro = 2 kg di patate al prezzo di 2,5€/Kg

Sommiamo la (2) con la (3) ed otteniamo

(4)   1 biglietto da 5 euro usato 2 volte = 5 mele al prezzo di 1€/mela + 2 Kg di patate al prezzo di 2,5€/Kg

Immaginiamo ora di fare la stessa cosa per tutti gli scambi che avvengono in una determinata nazione e sommare i risultati. Otterremo la seguente identità:

(5)   Σ(monete e banconote usate negli scambi)*(numero di volte che sono state usate) =Σ(beni e servizi venduti)*(prezzo a cui sono stati venduti)
 
A questo punto possiamo facilmente risalire alla (1) chiamando al primo membro
  •  M la massa monetaria
  • V la velocità di circolazione della moneta, ovvero quante volte in media una banconota/moneta passa di mano in una transazione
Ed al secondo membro
  • Q l’indice del valore reale delle transazioni effettuate. A volte al posto di Q si utilizza Y ovvero il prodotto nazionale lordo
  • P il livello generale dei prezzi

Fin qui niente di strano o controverso, abbiamo scritto una identità contabile, aggregato i termini e poi li abbiamo ridefiniti. In quanto identità contabile non c’è nessuna causalità tra M,V,P e Q. Si tratta semplicemente di una fotografia degli scambi monetari effettuati in un certo luogo durante un certo periodo di tempo.
A questo punto però alcuni economisti hanno iniziato a porre delle condizioni sui termini, considerare l’identità come equazione e utilizzarla per fare previsioni.
Ad esempio i monetaristi pensano che la velocità di circolazione sia prevedibile e che quindi la si possa considerare come una costante e che la produzione reale non sia influenzata dalle variabili monetarie e sia quindi costante nel breve periodo.
A questo punto (purtroppo) diventa facile assumere una relazione automatica e lineare tra la quantità di moneta M ed il livello dei prezzi P:

“Se la quantità di moneta aumenta del 10% ed il PIL non cresce allora avremo una inflazione dei prezzi del 10%”

Questa affermazione è “pericolosa” anche se in prima battuta sembrerebbe associabile al semplice buonsenso.

É infatti corretto affermare che se si stampano soldi e si aumenta la moneta in circolazione allora, prima o poi, aumenteranno anche i prezzi, ma legare le due cose in forma matematica ed automatica fa perdere di vista il processo causale con cui l’aumento della moneta farà effettivamente aumentare i prezzi.
È molto importante capire chi riceverà la nuova moneta, come la spenderà ed in quanto tempo. Inoltre va considerato qual è il sentiment di banche e consumatori, quali sono le aspettative per il futuro, etc. Tutti elementi che in quella relazione spariscono.

Inoltre pensare di poter legare meccanicamente il livello dei prezzi al PIL ed alla massa monetaria, può suggerire ai banchieri centrali di tentare di “stabilizzare” il tasso di inflazione (dei prezzi), agendo dal lato dei rubinetti monetari. Se il PIL cresce ad un ritmo del 3%, ragionano questi economisti, allora la massa monetaria deve crescere almeno altrettanto, in modo da evitare accuratamente la deflazione dei prezzi; anzi, meglio se si riesce ad ottenere un po’ di inflazione, magari fissando un target vicino al 2%.

Non è un caso se le due crisi economiche più devastanti dell’età contemporanea sono state precedute da un decennio in cui si riteneva che gli obiettivi di “stabilità dei prezzi” fossero stati rispettati.
Torniamo ora all’inizio. 

Perchè nell’articolo si diceva che aumentare la moneta farà aumentare automaticamente i prezzi? La risposta è semplice, l’autore teneva costanti V e Q e quindi ogni aumento di M veniva trasferito proporzionalmente su P.
Perchè l’inphastidito rispondeva stizzito? Perchè ipotizzava una V in diminuzione e quindi immaginava che aumentando M il prodotto M*V rimanesse costante.

Come avviene dunque l’aumento dei prezzi quando si stampa moneta? Per descrivere il processo, perchè di questo si tratta, vorrei riciclare, perdonatemi, una storiella utilizzata qualche anno fa.

Inflazione al mercato

Immaginiamo che Giorgio l'ortolano si rechi al mercato rionale per vendere le sue patate. Dall'esperienza delle settimane passate sa che fissando il prezzo a 2 euro il Kg riuscirà a vendere tutti e 15 i Kg di patate che ha portato con sé.
In piazza ci sono Anna, Beatrice e Carla che sono scese per fare la spesa: ognuna ha deciso di destinare 10 euro all'acquisto di patate dall'ortolano. Passa prima Anna e ne compra 5 kg, poi Beatrice fa lo stesso ed infine, nella tarda mattinata è il turno di Carla, che acquista gli ultimi 5 kg.
La settimana seguente il prezzo delle patate è sempre di 2 euro ma nel frattempo è successo qualcosa. Anna ha infatti sposato un bravissimo falsario ed ora può destinare all'acquisto di patate 20 euro, di cui 10 falsi.
All'apertura del mercato Anna acquista subito 10 Kg di patate e se ne va. Quando poco dopo giunge Beatrice e compra gli ultimi 5 chili Giorgio si ritrova senza più mercanzia. Siamo solo a metà mattinata e le patate sono già state tutte vendute: non c'è più nulla per Carla, che torna a casa a mani vuote.
Nei giorni seguenti Giorgio ragiona tra sé e sé: “Poiché non posso portare al mercato più di 15 chili di patate e dal momento che a 2 euro le ho vendute tutte subito, potrei provare ad aumentare il prezzo!”
Detto, fatto. La settimana successiva il prezzo delle patate è di 2 euro e cinquanta al chilo.
Come al solito passa Anna con i suoi 20 euro, con i quali ora può acquistare solo 8 kg di patate, seguita da Beatrice e Carla, le quali si dividono a metà gli ultimi 7 chili, pagando 8 euro e 75 centesimi a testa.
Giorgio l'ortolano se ne torna a casa con 37.5 euro, sette e mezzo in più della settimana precedente.

Che cosa ci insegna questo breve aneddoto esemplificativo?
  • I primi a ricevere la moneta nuova incrementano il loro reddito a spese di chi la moneta non la riceve: Anna riesce in un primo tempo ad acquistare i prodotti al “prezzo vecchio” ed anche dopo l’adeguamento dei prezzi può comprare più patate di quanto riuscisse a fare in partenza (+3 Kg) , il tutto a spese di Carla e Beatrice (-1,5 Kg a testa).
  • Il prezzo aumenta in seguito ad un incremento della domanda
Giorgio non aumenta il prezzo delle patate perché è un negoziante cattivo e speculatore ma lo fa in seguito ad un aumento della domanda di patate innescata dai dieci euro falsi di Anna. Un eventuale intervento governativo volto a calmierare il prezzo non farebbe altro che peggiorare la situazione (nel cap. XII dei Promessi Sposi Manzoni ne dà una splendida descrizione)
  • I prezzi non vengono adeguati in modo istantaneo ed uniforme
Trascorre del tempo tra l’introduzione della moneta nuova e l’aumento effettivo dei prezzi e questi ultimi non aumentano in modo uniforme. Vediamo perché:

Siamo sempre al mercato e stavolta ci occupiamo di Dario il macellaio. 

Anna è vegetariana, Carla e Beatrice spendono ogni settimana 10 euro per comprare del filetto ed a fine giornata Giorgio l’ortolano destina un terzo dei suoi ricavi (10 euro) all’acquisto di carne.
Immaginiamo che la prima settimana il prezzo della carne sia di 10 euro al Kg e che Dario abbia in negozio 3 Kg di carne, che vengono tutti venduti. Per tre settimane tutto continua come prima fino alla sera della quarta settimana, quando Giorgio arriva in negozio con 13 euro (ne ha incassati 37,5) e vorrebbe acquistare della carne che però non c'è.

Che cosa accadrà la settimana seguente al prezzo della carne? 

Dario lo aumenta ad 11 euro al chilogrammo! Tra l'altro sua moglie Laura sì era lamentata con lui per l’"immotivato" aumento del prezzo delle patate....

Col passare del tempo, man mano che la nuova moneta “circola” nell'economia, vi sono adeguamenti nei prezzi di tutti i beni (ed eventualmente anche nei salari), ma in tempi ed in modalità diverse: la settimana successiva all'introduzione dei 10 euro falsi il prezzo delle patate è aumentato del 25% mentre quella seguente è toccato alla carne rincarare del 10%.

L’effetto globale è proprio quello di un aumento continuo e generalizzato dei prezzi e dei salari accompagnato da un trasferimento di ricchezza reale dagli ultimi a “ricevere la moneta nuova” (i salariati il cui stipendio aumenta solo alla fine) verso i primi ad utilizzarla.

Perchè non c’è iperinflazione negli Stati Uniti?

In conclusione vediamo di capire perchè l’intervento della Fed nel monetizzare i titoli tossici delle banche americane non ha portato ad un aumento vertiginoso dei prezzi. La risposta è che gli istituti di credito stanno tesaurizzando quella moneta, mantenendola in forma liquida come conto di riserva presso la Federal Reserve: non si fidano le une delle altre, temono un futuro di stagnazione economica e pertanto non prestano.
Anna prende i soldi falsi dal marito e li tiene sotto il materasso, almeno per il momento. Ma quando si calmeranno le acque e deciderà ad andare al mercato e spendere quei soldi, come farà Ben a fermarla?

Btp day



Petizione dei giocatori d'azzardo

Un omaggio all'originale, di Frederic Bastiat

***

PETIZIONE

DEI GIOCATORI DI POKER, DI BLACK JACK, DADI, ROULETTE, LOTTO, SUPERENALOTTO, GRATTA E VINCI, SLOT MACHINES E DI TUTTI COLORO CHE SI SONO INDEBITATI GIOCANDO D’AZZARDO.

Ai signori illustri economisti che, dalle pagine dei maggiori giornali, chiedono alla BCE di monetizzare il debito sovrano

Signori,

Voi siete sulla buona strada. Rigettate le teorie ortodosse; il risparmio ed i bassi prezzi vi toccano ben poco. Voi vi preoccupate soprattutto delle sorti dei debitori. Volete liberarli dalle catene dell’usura; in una parola, voi volete fermare il “credit crunch,” come chiamano gli anglosassoni il crollo del credito, e rilanciare la domanda interna.

Noi vi offriamo una eccezionale occasione per applicare la vostra... teoria generale? No, avete ragione, è ingannevole definirla così; la vostra... medicina? Il vostro silver bullet? Il colpo di bacchetta magica? Ma voi non amate le dottrine, troppo ideologiche, sappiamo che siete gente pratica e, se siete arrivati a proporre ciò che sentiamo, è perchè non ci son altre soluzioni - così almeno ci assicurate – e solo seguendo il vostro consiglio l’atterraggio sarà morbido e non catastrofico.
Come siamo rimasti incantati davanti alle vostre sagge parole! Finalmente abbiamo trovato anime affini, tra eminenti economisti, che capiscono le nostre difficoltà, comprendono il torto che ci viene fatto e lavorano duramente per aiutarci.

Siamo solidali dal profondo del nostro animo ai concittadini Italiani, ma anche a Greci, Portoghesi, Irlandesi e Spagnoli, che ora si trovano, senza colpa, in profindissima crisi. Ma come, pensavamo, ci avete sempre insegnato che l’essenza dell’economia è spendere, ed ora vi lamentate perchè costoro hanno speso troppo?  Ci sbagliavamo, ovviamente, voi in pubblico vi lamentate ma in realtà siete solidali, perchè comprendete le profonde ragioni economiche per cui solo il consumo è prosperità!

Dunque i nostri amici “maiali”, perdonateci il linguaggio ma è così che li chiama la stampa,  han preso in prestito miliardi e miliardi, spendendoli per creare occupazione, stabilità economica, prosperità  ed ora si vedono traditi da quei biechi strozzini ed usurai che ieri li cercavano per offrir loro un prestito ed oggi fan finta di non sentire. In rovina li vogliono vedere e con essi i loro cittadini! 

Ma voi, che avete la vista lunga e conoscete la teoria economica, siete intervenuti ed avete proposto la unica e vera soluzione. Si prenderà a stampante della BCE e la si farà lavorare giorno e notte per stampare tutti quei soldi che Grecia, lSpagna e Italia non hanno e fare in modo che il flusso di spesa non si interrompa, il sangue non si fermi, l’economia riparta.

Siccome noi siam patrioti e vogliamo il bene dell’Europa, ci uniremmo volentieri al vostro sforzo, per contribuire, nel nostro piccolo, a stimolare la domanda e far crescere l’economia.  Anche noi abbiamo un qualche problemino di debito, nella roulette, rosso o nero non ha fatto differenza, abbiam perso tanti soldi. E non immaginate la sfortuna che ci ha perseguitato nel poker!  Insomma, anche noi abbiamo contribuito a stimolare la domanda, iniettato soldi nell’economia, ed oggi siamo rimasti senza. Quelli che nel momento di fortuna erano pronti a concederci credito e ci spingevano a giocare oggi si sono volatilizzati e anzi mandano i loro sgherri a chiedere indietro i soldi.

Grazie al cielo ci siete voi, che sapete come fare per salvarci tutti! Quando lancerete appelli alla BCE la prossima volta, aggiungete i nostri debiti a quelli dei “maiali” e fate salvare noi come loro, non lasciateci nelle grinfie degli strozzini!

Non vogliate, signori, prendere la nostra domanda per uno scherzo, e non rigettatela senza ascoltare le ragioni che noi possiamo far valere a suo favore.

Per primo, se la mia spesa è il reddito per qualcun’altro, quando io perdo al black jack aumento il reddito nazionale, grazie all’effetto moltiplicatore.

Se invece vinco, e speriamo sia così, spenderò quei soldi in feste, come ogni giocatore d’azzardo che si rispetti! Ancora una volta l’effetto moltiplicatore farà il resto.

Inoltre in ogni festa ci sono tre elementi indispensabili: fiumi di vino spumante per brindare, ospiti vestiti all’ultima moda e automobili sportive che li accompagnano. Non sono forse l’industria enologica, la moda e le automobili sportive il marchio d’eccellenza del nostro paese?

Vogliate rifletterci, signori; e vi convincerete del benessere che verrà creato! Non solo quelle tre industrie, ma pure l’indotto! Non vi sarà un solo Italiano, dall’opulento stilista al più umile dei viticoltori, la cui condizione non sarà migliorata dal successo della nostra petizione.

Ci direte forse che, se noi abbiamo da guadagnare da questo intervento, l’Italia non ci guadagnerà nulla, perché il risparmiatore ne pagherà le spese?

E noi vi risponderemo : voi non avete più il diritto di invocare gli interessi del risparmiatore. Quando il risparmiatore si è trovato alle prese con i debitori, voi lo avete sacrificato in tutte le circostanze. Voi l’avete fatto per incoraggiare la domanda, per contrastare la deflazione. Per lo stesso motivo, dovete farlo adesso. Voi stessi siete stati di fronte all’obiezione.  Quando vi si diceva:  non dovete salvare le banche che hanno giocato in finanza come se fosse un Casinò – rispondevate: sì, ma ora dobbiamo salvarli o sarà la fine. 

Ed ora vorreste negare lo stesso trattamento a chi al Casinò gioca tutti i giorni per davvero?

Abolire il contante - parte seconda

Sul perchè tassare il contante sia regressivo e colpisca i meno abbienti, rimando a questo post su Noisefromamerika.

La Gabanelli però non demorde e l'altra sera a l'Infedele rilancia l'idea di tassare il contante con l'idea di rendere tutte le transazioni tracciabili e sconfiggere, once and for all, l’evasione fiscale.

 
Siete pronti quindi a sacrificare la vostra libertà per la sicurezza di veder recuperato il maltolto degli evasori e sanare i conti dello Stato? Non vedete l'ora di poter guardare negli occhi l'idraulico, strisciare la carta di credito per 120 euro e con piena soddisfazione dirgli: "Adesso non mi chiedi più se voglio pagare 100€ senza fattura eh?"

Beh.. vi sbagliavate. Sì perchè l'ingegno  umano è sempre dieci passi avanti a quello dei regolatori e se volete effettuare transazioni solo digitali e senza usare contante, beh, c'è già qualcuno che ha pensato un metodo per aiutarvi a farlo.

Questo post, in inglese, vi spiega tutti gli accorgimenti per usare i bitcoin rendendo tutte le transazioni non rintracciabili (o quantomeno rendendo il tutto molto, molto difficile).

Allora siete ancora pronti a sacrificare la vostra libertà individuale.... per nulla? Ripensateci.

L'angolo Nostradamus: Mario Monti, l'euro e la Grecia



Sviluppo economico ed ecologia

Sul tema precedente:

Sviluppo economico vs sostenibilità ambientale?