IL PIU GRANDE CRIMINE (dare una penna a Barnard)

IL PIU GRANDE CRIMINE

(farti parlare?) di Paolo Barnard

Chi è Paolo Barnard? Vediamo cosa ci dice il suo sito.

«Sono un giornalista, o forse lo sono stato, e come tale ho lavorato per innumerevoli testate nazionali fra quotidiani e periodici, come La Stampa, Il Manifesto, Il Corriere della Sera, Il Mattino, Il Secolo di Genova, La Repubblica, La Voce di Montanelli, Il Sabato, Chorus, Oggi, Avvenimenti e altri. Per la televisione in RAI con Samarcanda di Santoro durante la Guerra del Golfo (1991) e con Report per dieci anni. Per riviste di cultura come Micromega, Altrove, Golem del Sole 24 Ore, e per agenzie di stampa e testate online. Mi sono occupato soprattutto di politica estera. Mai assunto, mai contrattualizzato

Un giornalista di inchiesta, con molta esperienza che oggi ci guida alla scoperta del “più grande crimine della storia dell’umanità”. Il crimine è aver dato una penna a certa gente, aggiungo io.

«Questo saggio vi parla del più grande crimine in Occidente dal secondo dopoguerra a oggi. Milioni di esseri umani e per generazioni furono fatti soffrire e ancora soffriranno per nulla. I dettagli e l’ampiezza della loro sofferenza sono impossibili da rendere in parole. Soffrirono e soffriranno per una decisione che fu presa a tavolino da pochi spregiudicati criminali, assistiti dai loro sicari intellettuali e politici. Essi sono all’opera ora, mentre leggete, e il piano di spoliazione delle nostre vite va intensificandosi giorno dopo giorno, anno dopo anno.»

Ho un dejà vu

«Che questo sistema è una gigantesca frode per impadronirsi del lavoro e della vita delle persone, oltre che della loro ricchezza. Una frode alla quale i governi ed i parlamenti fanno da manutengoli, soprattutto in Italia. Una frode che non colpisce solo nel patrimonio e nel lavoro ma ancor più nelle libertà»

L’ultimo pezzo l’ho preso dall’introduzione di Euroschiavi, vero e proprio manualetto divulgativo sul “signoraggio” scritto da Antonio MiClavez e Marco Dalla Luna. Delle stupidaggini della tesi signoraggista abbiamo già parlato in questo sito diffusamente. Barnard segue la stessa strada?

Parrebbe di no.

«Gli ingredienti usati per architettare questo abominio sono stati la manipolazione di massa e del consenso politico, la castrazione della spesa a deficit dello Stato, l’uso della moneta, la deflazione dei mercati, e in particolare i falsi dogmi sul debito e sull’inflazione. E non è il ‘complotto del signoraggio’. C’è ben altro, qualcosa di immensamente più grave.»

E’ molto… molto peggio.

Vediamo brevemente le “tesi” di Barnard

Moneta sovrana e moneta non sovrana

«La moneta sovrana come dollaro o sterlina è sempre emessa, quindi inventata dal nulla, dallo Stato che la possiede: quello Stato origina la moneta, e i suoi cittadini possono solo usarla, guadagnandola o prendendola in prestito. L’euro invece non è moneta sovrana perché nessuno Stato europeo ne è il proprietario, ed è invece emesso da un sistema di banche centrali, sempre inventandolo dal nulla. Esso non è originato da nessuno degli Stati dell’Unione Europea, quindi l’euro non è né degli Stati né dei cittadini, e sia gli Stati che i cittadini possono solo usarlo prendendolo in prestito o guadagnandoselo. Questa cruciale differenza è anche all’origine della catastrofe finanziaria europea, un crimine architettato a tavolino anch’esso. Capirete poi»

Il pensiero è un confuso ma sembra di capire che per Barnard lo Stato, se possiede questa “moneta sovrana” se la può stampare a piacimento. In realtà nei paesi citati non funziona esattamente così ma per il momento sorvoliamo. Ecco però come continua:

«Annotate anche quanto segue, che spiegherò meglio dopo: poiché la moneta sovrana è sempre originata dallo Stato, che se la inventa di sana pianta, quello Stato può darla o sottrarla a piacimento e non ne rimarrà mai senza. Non può esaurire la propria moneta, dunque il suo debito è un falso problema»

Nel senso che se lo Stato ha la stampante magica può anche “emettere” tutta la moneta che gli serve per pagare il debito pubblico? Questo sarebbe un “falso problema” ?

Moneta pubbliche e moneta private

Perché accettiamo la moneta “sovrana” ?

«Lo Stato, in cambio della sua moneta, ci deve il nostro diritto di saldare tutto ciò che gli dobbiamo usando quella stessa moneta. Solo questo. Si potrebbe obiettare che in ciò lo Stato è tiranno, perché in effetti si inventa una sua moneta, obbliga i cittadini a lavorare per ottenerla col solo scopo di potersi poi liberare delle imposte che lo stesso Stato gli impone. Cioè lo Stato appioppa a ogni singolo cittadino un ‘peccato originale’ (le tasse da pagare) e lo costringe a usare la sua moneta per liberarsi da quel ‘peccato’. »

…e tanti saluti alla moneta come mezzo di scambio.

«Ma non è solo arbitrarietà. Pensateci bene: se non ci fosse questo sistema, chi mai lavorerebbe per il settore pubblico, cioè statale? Pochissimi. Perché i privati potrebbero inventarsi altre monete in concorrenza con quelle dello Stato, e in virtù dei maggiori profitti promettere poi maggiori vantaggi ai cittadini, per cui quasi nessuno finirebbe a lavorare per il settore pubblico e lo Stato medesimo cesserebbe di esistere»

Quindi Barnard fammi capire. Se un “signorotto” si inventa una moneta dal nulla e non mi obbliga ad usarla tramite l’imposizione di tasse è male, mentre se lo fa lo Stato è bene, perché altrimenti…

«sarebbe il trionfo dei signorotti locali in stile feudale, cioè nascerebbero veri e propri Stati privati con monete private entro lo Stato. Un caos. Ma si badi bene che in virtù degli stessi principi enunciati, anche le eventuali monete private perderebbero ogni valore se non fossero riconosciute come valide per pagare le inevitabili tasse all’interno di quei mini Stati privati.»

Il mini Stato privato! Orrore degli orrori!

Il debito dello Stato è ricchezza

Il “saggio” a questo punto diventa puro delirio…

«La BC, proprio in virtù del fatto che in questo caso può inventarsi il denaro, ha facoltà di accreditare tutte le riserve bancarie che vuole, e questo di conseguenza permette al governo di spendere quanto vuole, creando ricchezza fra i cittadini e aziende. Cosa significa “creando ricchezza fra i cittadini”? Ricordate che in precedenza avevo sostenuto che la spesa a debito dello Stato a moneta sovrana NON è il debito dei cittadini, bensì la loro ricchezza? Eccovi i dettagli.
Il governo a moneta sovrana è l’unica entità esistente che può creare ricchezza al netto nella società o sottrarla. La crea quando spende appunto, e la sottrae quando tassa.
»

Quindi George W. Bush che ha ridotto le tasse negli USA ed aumentato enormemente il debito pubblico ha creato ricchezza e prosperità (…e siccome erano troppe le ha anche esportate in Medioriente)! Ah dimenticavo! Voi privati cittadini che magari vi dannate di lavoro per produrre qualcosa sappiate che non producete ricchezza! Al massimo la rubate a qualcun altro. Solo lo Stato può produrre ricchezza, perché stampa denaro.

«E di conseguenza se il governo in questione spende acquistando più di quanto incassa, cioè se versa più denaro al netto fra i cittadini di quanto gliene tolga con le tasse (se spende a deficit), questo arricchisce la società. Cosa avete appena letto? Avete letto proprio che il governo a moneta sovrana che spende a deficit, cioè che spende a debito, crea ricchezza nella comunità. Ecco dimostrato che il debito cosiddetto pubblico non è affatto il debito dei cittadini, anzi, il contrario. Si può infatti affermare che esso è ciò che noi cittadini intaschiamo, non ciò che noi cittadini dobbiamo a qualcuno. Tenete questo a mente, più avanti vi spiegherà moltissime cose. »

Oh guarda Barnard, questo spiega tantissime cose….

«Inoltre, la conseguenza logica della sopraccitata equazione secondo cui PIU’ IL GOVERNO A MONETA SOVRANA SPENDE A DEFICIT, PIU’ ARRICCHISCE I CITTADINI sarà che se il governo decide di eliminare o pareggiare il deficit (o il debito), esso cesserà automaticamente l’arricchimento dei cittadini. Questo concetto è di importanza centrale per comprendere l’economia moderna. »

Sento un coro che piano piano sale di tono: Mu-ga-be! Mu-ga-be! Mu-ga-be!

E l'inflazione?

Azz… avevamo dimenticato l’inflazione dei prezzi. Dovremmo preoccuparci?

«Se il denaro aumenta e non aumentano parallelamente anche i prodotti sul mercato, allora si ha inflazione (il mercato offre troppi soldi per troppi pochi prodotti, nda). Questo può succedere, ma è dimostrato che non ...fa danni, poiché anche se i prezzi salgono un poco, il beneficio per la collettività di avere meno disoccupati è assai superiore. »

Vai Robert sei tutti noi, accogli Barnard nelle tue lande opulente….

Ma se tassando elimini ricchezza perché lo Stato tassa? Ovvero….

A cosa servono le tasse?


«Chiedete a chiunque la seguente cosa: “A cosa servono le tasse?”. La risposta sarà invariabilmente “A dare denaro allo Stato per il suo funzionamento”. Non è forse vero che è dalle tasse che lo Stato ricava la spesa per la sanità, scuole, infrastrutture o pensioni? L’allungamento dell’età pensionabile non è forse giustificato dalla necessità di raccogliere maggior fondi per la previdenza sociale?

La risposta è no, un secco e chiaro no se lo Stato è a moneta sovrana, come gli USA, la Svezia o il Giappone e l’Italia prima del 2002. Un secco sì per i 16 Paesi dell’eurozona, purtroppo, ma solo da poco. Milioni di adulti italiani non hanno mai saputo che le loro tasse non sono mai servite allo Stato per spendere. »

Ohibò ed allora a cosa servivano?


«Ma allora, perché diavolo uno Stato come gli USA o la GB tassano? Perché Roma tassava prima del 2002? Le ragioni erano e rimangono quattro, di cui una merita un approfondimento, ma vediamole. Lo Stato a moneta sovrana tassa per:


1) tenere a freno il potere economico dei ricchi (non quello della gente comune). Infatti uno dei pochi mezzi che lo Stato ha per impedire alle oligarchie private di divenire immensamente ricche e quindi di spodestare lo Stato stesso è di tassarle. Lo fa troppo poco? Dipende dalle opinioni, ma questo è.
»


Però io avevo capito che creando denaro si creava ricchezza e tassando si distruggeva ricchezza. Quindi perché togliere ricchezza ai ricchi e non stampare denaro da distribuire ai poveri? Così diventiamo tutti ricchissimi!


«2) limitare l’inflazione. Si è detto che: inflazione = troppo denaro in giro e troppi pochi prodotti. Se ciò accade, lo Stato tassa, si riprende i suoi soldi elargiti spendendo, e drena così l’allagamento di denaro per contenere l’inflazione. »

Eh no! Mi avevi assicurato che l’inflazione non era un problema!


«3) scoraggiare o incoraggiare taluni comportamenti. Si tassa l’alcool, il fumo, o l’inquinamento, e si detassano le beneficienze o le ristrutturazioni, ecc. »

E’ tassato anche il pane (l’IVA). Vuoi dire che lo fanno per scoraggiare il consumo di panini?

«4) imporre ai cittadini l’uso della sua moneta sovrana. E’ l’unico modo. »

Senza tasse non usiamo la moneta dello Stato, che stampata a volontà di rende ricchi. Ma le tasse ci tolgono ricchezza. Dubbio amletico. Ma se usare la moneta sovrana ci rende ricchi e le tasse sono solo una limitazione a questa ricchezza, non dovremmo capire da soli che dobbiamo usare la moneta sovrana senza fare troppe storie? Ai posteri l’ardua sentenza.

Un impegno preciso: più lavoro per tutti!

Barnard è andato a scuola dai keynesiani o meglio da L. Randall Wray, un “estremista” keynesiano che fa sembrare Krugman un moderato conservatore. Ecco cosa raccomandava in questo paper del 2007 (!), dopo aver detto che secondo lui le politiche monetarie discrezionali alla Greenspan sono inutili perché troppo graduali e quindi di scarso impatto.

«Date queste considerazioni, in aggiunta agli argomenti avanzati da Keynes, si preferisce una regola per fissare la politica monetaria - fissare il tasso overnight a zero e tenerlo lì. Un uomo di latta ben programmato dovrebbe essere in grado di farcela. »

Wow, avevo sentito chiamare Bernanke “Elicottero Ben”, “Spaventapasseri Ben” ma “uomo di latta ben programmato” mi mancava!

Dicevamo comunque che Barnard è andato da questo “economista” a scuola. Ecco cosa ne ha ricavato.

«La piena occupazione - cioè quell’inimmaginabile sogno dove non sarebbero esistiti uomini o donne privati della dignità del lavoro e del sostentamento dei proprio figli, dove non sarebbe esista l’umiliazione del lavoro sottopagato, dove i precari/flessibili/a chiamata sarebbero stati solo un incubo su cui scherzare, dove violenza domestica e alcolismo o droga e delinquenza non avrebbero mai incancrenito le mura domestiche di un licenziato, dove non sarebbero esistiti bambini col futuro spezzato da una busta paga scomparsa – beh, quel sogno era possibile, pienamente possibile nelle economie di tutti i Paesi, ma fu stroncato scientemente proprio per schiavizzare milioni e controllarli con la sofferenza, col fine di accumulare potere e profitti per pochissimi. »

Al sodo Paolo… vogliamo la ricetta!

«Se capiamo come funzionano i sistemi monetari, se comprendiamo che il denaro è solo impulsi elettronici o carte straccia inventati dal Tesoro e dalla BC, allora possiamo dire: il governo a moneta sovrana può inventasi tutti gli impulsi elettronici che vuole, con essi può pagare tutti gli stipendi che vuole, comprare tutto ciò che vuole. Possiamo avere la piena occupazione, il business può vendergli tutto ciò che deve vendere se il governo vuole comprarglielo. Può il governo permettersi queste spese? Certo, perché il governo non esaurirà mai gli impulsi elettronici, dunque non farà mai bancarotta; preme un bottone e gli stipendi appaiono sui computer delle banche. L’unico limite è l’inflazione, ma se il governo spende per aumentare la produttività nel settore privato, allora l’inflazione non è più un problema”. »


Ho appena rivalutato la lettera degli economisti... non era poi tanto male al confronto


Ma... rullo di tamburi...


«Ma capita che fra i grandi dell’economia qualcuno dotato di libero pensiero riesca a primeggiare, e fu questo il caso del Nobel Paul Samuelson, che appose il suo marchio di approvazione alle idee di Randall Wray con questa dichiarazione:


“C’è un elemento di verità nel fatto che il budget di Stato va sempre bilanciato (cioè che lo Stato non spenda come invece teorizzato da Wray, nda). Ma una volta che ci siamo sbarazzati di questa credenza, avremo eliminato la muraglia che ogni società erige contro la spesa fuori controllo. E’ una credenza simile alla religione di una volta, la cui funzione era di spaventare la gente con dei miti affinché si comportassero nel modo voluto dalle usanze accettate. Noi (gli economisti della piena occupazione, nda) abbiamo eliminato la credenza nella necessità che il governo spenda entro dei limiti”.
»


Grazie "economisti" della piena occupazione! Ci avete regalato un sogno! Poi in realtà se vai a scavare scopri che Wray non abbia tutta questa bella opinione di Samuelson, reo di non essere un istituzionalista come lui, di non aver inventato niente, di aver “volgarizzato” le idee di Keynes con la sintesi neoclassica.

La cosa interessante è che se proprio vai a studiare e leggere per bene Keynes scopri che l’economista inglese prescriveva la spesa in deficit durante la crisi per incrementare la domanda aggregata, sfruttare la piena capacità produttiva e tornare ad un livello di piena occupazione (non sto dicendo che avesse ragione eh!) mentre poi, nel periodo di vacche grasse, lo Stato doveva condurre bilanci in surplus per ripianare il debito.

Va a finire che pure Keynes era nella cricca dei maestri occulti del Vero Potere. Ma forse no: Keynes era tra i buoni, anzi era….

Superman....

«A fornire un impianto scientifico economico a questo fermento eccezionale erano le idee in particolare di un economista inglese di nome John Maynard Keynes. Keynes aveva partorito veramente un altro mondo possibile, aveva pensato a tutto con una competenza e con un rigore accademico encomiabili, ed ebbe giustamente un grande successo per qualche anno in buona parte del mondo, influenzando schiere di economisti e relativi governi." »

Chi ha distrutto il sogno? Chi ha impedito il paradiso terrestre keynesiano?


...contro Lex Luthor

«in Europa i primi sommovimenti (contro il paradiso di Keynes nota mia) in questo senso avvennero attorno a una fondazione oscura di cui quasi nessuno conosce il nome: la Mont Pèlerin Society. Fondata nel 1947 dall’economista austriaco Friedrich Hayek, essa raccolse le idee che avrebbero poi guidato le successive fasi del piano di distruzione di Stati, leggi e cittadini e incoraggiato la nascita di altre Think Tanks (centri di studio) raccoglitrici sia di fondi che di cervelli, fra cui svettano ancora oggi l’Institute for Economic Affairs e l’Adam Smith Institute di Londra."
[..]
"Già allora Hayek immaginava il suo lavoro come quello di chi deve colonizzare capillarmente con le proprie idee il mondo universitario, i media, i governi e ilsettore privato."
»

Infatti ricordiamo migliaia di accademici hayekiani e pochi, sparuti, keynesiani che mai hanno facoltà di parola.

Pr finire (ok era in apertura ma passatemelo).... invettiva contro la Scuola Austriaca, che ci sta sempre bene.


"A ciò si aggiunge l’influenza della scuola economica austriaca estrema dei Libertari, il cui nome più noto fu Ludwig Von Mises, che sono dei perniciosi lobbisti che mirano in sostanza a un mondo di estremismo nel Libero Mercato caratterizzato dalla sostanziale scomparsa di tutto ciò che è regola dello Stato, e soprattutto delle tasse. Essi soffiano sul fuoco di paglia del signoraggio proprio per arrivare a questo fine, e infatti i signoraggisti finiscono invariabilmente con lo sbraitare la storia (falsa, si veda in seguito) che noi cittadini dobbiamo ripianare l’enorme debito del signoraggio con le nostre tasse. Questo mi preoccupa molto".

AMEN

Non è però finita! Credevate fosse finita, vero?

Barnard e il complottismo

Barnard non è complottista. Barnard odia i complottisti perché impediscono di ricercare la verità "vera" e documentabile.

«La faccio breve: se anche solo una frazione delle “prove schiaccianti” dei complottisti fosse stata credibile, i signori Tarpley, Walter, Mazzucco, Chiesa e soci si sarebbero trovati otto minuti dopo a galleggiare a faccia in giù nell’Hudson o nel Tevere. Ma sono tutti vivi, anzi, stanno benissimo. La cronaca nera internazionale ci ha insegnato che sono regolarmente morti tanti testimoni scomodi di crimini politici ben inferiori a questo (Ustica docet). Ma non loro.


Vi sembra possibile?Concludo. Se fino a oggi siamo riusciti a convincere quelle poche persone della necessità di opporsi ai disegni criminali delle oligarchie neoliberali nel mondo, lo dobbiamo al lavoro paziente e preciso, costante e dotto, pacato e realistico di tanti attivisti e giornalisti seri che sanno leggere la realtà dei fatti, e non ai roghi laici e ai linciaggi emozionali dell’esercito dei complottisti sgangherati e dei loro seguaci acritici.
»


Ma quello era il vecchio Barnard, quello che non aveva ancora studiato economia. Questo è invece il nuovo Barnard... in merito a tangentopoli



«Era il 17 febbraio del 1992, Mario Chiesa viene arrestato a Milano per dare il via alla celeberrima stagione di Tangentopoli. Da quei giorni, e in pochi mesi, un’intera classe politica italiana viene spazzata via dal...le inchieste di Di Pietro e soci. Come mi disse personalmente l’ex pm di Mani Pulite Gherardo Colombo, in realtà l’impeto che mosse quella rivoluzione veniva dagli imprenditori che si autodenunciavano ai magistrati pur di smettere di pagare tangenti ai socialisti e democristiani. Due partiti che, come d'altronde tutto l’apparato politico italiano, avevano una caratteristica in comune: erano intrisi di statalismo fino al collo, cioè erano nati e cresciuti nella pratica di usare prebende ed elargizioni di Stato per comprarsi il consenso degli elettori.


Qualcosa che goffamente e truffaldinamente assomigliava però troppo al modello di Stato a moneta sovrana che spende a deficit per creare ricchezza fra i cittadini. Infatti l’Italia degli anni ’80 era sì un Paese ad alta inflazione e debito, ma era uno dei luoghi più ricchi della Terra, la cui ricchezza ancora oggi nutre una fetta enorme di società civile."
»

Eravamo governati da una manica di ladri ma avevano dilatato il debito pubblico all’inverosimile e portato l’inflazione a due cifre e quindi ci avevano reso tutti più ricchi. W Craxi, Andreotti e Forlani!


Ma poi intervenne il Vero Potere e....


«Riassumendo: gli anni ’90 vedono divenire realtà l’Unione Europea sovranazionale, l’Unione Monetaria – cioè l’Anti Stato per eccellenza sognato dal Vero Potere; contemporaneamente in Italia lo Stato di allora viene spazzato via da Tangentopoli – dove alcuni magistrati acquisiscono di colpo un potere inaudito nel nostro Paese che ancora rimane inspiegato; nell’arco di pochi mesi una classe politica italiana, oggi riconducibile al centrosinistra, si getta nelle privatizzazioni, cioè nella svendita ai privati di capitali immensi edificati con decenni di lavoro per il bene comune dei cittadini italiani. »



Ma questo non è..... orrore orrore….complottismo?


«Ora, lungi da questa narrazione ogni accenno al complottismo, poiché qui sono i dati a parlare, ma un osservatore di queste realtà sarebbe sciocco se perlomeno non si facesse qualche domanda. Per esempio: perché quegli imprenditori accettarono di entrare nel tunnel delle inchiesta giudiziarie dopo anni di tranquillo e profittevole status quo? Era poi così vero che il gioco era divenuto troppo esoso? O forse qualche altra contropartita gli fu offerta per scardinare l’Italia di allora? E chi gliela offrì? In un Paese come l’Italia dove ogni singola inchiesta che scotta fu di regola trasferita da procure ostili a quelle amiche, e ancora oggi accade, cosa impedì ai colossi politici DC e PSI di strozzare Tangentopoli? Chi gli levò il tappeto da sotto i piedi proprio in quel momento? Chi permise a un nugolo di razzisti della Padania di espandersi a macchia d’olio in pochi mesi, per creare poi il consenso popolare della parte ricca d’Italia alle inchieste di Di Pietro e compagni? E’ solo un caso che la Germania sia di fatto il punto di riferimento, cioè il partner commerciale privilegiato, del separatismo di Bossi? E’ solo un caso che così pochi imprenditori strozzati dalle tangenti del PCI (e chi come l’autore è nato a Bologna sa di cosa si parla) si fecero avanti? Oppure questo è spiegabile dal fatto che quel partito era già stato prescelto dalla finanza internazionale per divenire, con il lifting del centrosinistra, il suo interlocutore privilegiato in Italia? E’ un caso che quanto appena detto sia accaduto davvero?" »


Mi raccomando.. questo non è complottismo.. parlano i dati!

20 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Ashoka,
sei meraviglioso. Io non avrei mai avuto il coraggio di sorbirmi il tomazzo di Barnard, e dopo quanto hai scritto lo cestino direttamente.Barnard scrive così per due possibili ragioni, forse correlate: problemi finanziari e abuso di esperienze psichedeliche. Io non navigo nell'oro, ma riesco ancora a capire che sono i prodotti a ad arricchire la gente, non il denaro...
Grazie ancora.
Davide71

Anonimo ha detto...

No vabbè, qui ritorno paranoico. Dopo anni di sanità mentale torno ufficialmente paranoico: per citare Hayek, e citarlo in quel modo, dandogli quel ruolo DEVI essere un agente prezzolato o un coglione affiancato da anni da astuti agenti che ti manovrano. Perché non c'è altra possibilità. Propende a favore della tesi del coglione il fatto di aver lavorato in quasi tutte le nostre maggiori testate giornalistiche.

Bravo Ashoka, hai davvero del fegato; io alla terza riga - ho anch'io quel pdf - ho cominciato a porconare (dalla quinta riga in poi ad un tono di voce improponibile).

Grande Ibra btw.

Ciao

Sick boy

Anonimo ha detto...

Mi fa specie il tono derisorio di questo articolo. E' evidente che il pezzo di Barnard sia scritto in tutta fretta, visto che ci sono continue ripetizioni al suo interno. Che sia un giornalista più che valido ritengo non vi siano dubbi. Ci sono modi e modi di criticare una persona: questo è uno di quelli che non mi piace. Sembra il pezzo di un critico che odia un romanziere.

Anonimo ha detto...

Mi fa specie il tono derisorio di questo articolo. E' evidente che il pezzo di Barnard sia scritto in tutta fretta, visto che ci sono continue ripetizioni al suo interno. Che sia un giornalista più che valido ritengo non vi siano dubbi. Ci sono modi e modi di criticare una persona: questo è uno di quelli che non mi piace. Sembra il pezzo di un critico che odia un romanziere.

Ashoka ha detto...

Beh, quando c'è da criticare qualche concetto si spende del tempo e si spiega il perché, quando uno scrive:

«PIU’ IL GOVERNO A MONETA SOVRANA SPENDE A DEFICIT, PIU’ ARRICCHISCE I CITTADINI sarà che se il governo decide di eliminare o pareggiare il deficit (o il debito), esso cesserà automaticamente l’arricchimento dei cittadini»

Qui Barnard dice che se il governo crea denaro dal nulla e lo spende crea ricchezza non perché abbia costruito autostrade oppure ospedali ma perché ha creato denaro. E poi ribadisce:

«Il governo a moneta sovrana è l’unica entità esistente che può creare ricchezza al netto nella società o sottrarla. La crea quando spende appunto, e la sottrae quando tassa»

Di nuovo scordati del fatto che panettieri, agricoltori, operai, imprenditori creino ricchezza tramite il loro lavoro e le loro idee. Niente di tutto questo. Per Banard creare ricchezza significa creare denaro e quindi si crea ricchezza solo quando nuovo denaro (possibilmente speso dallo Stato) entra in circolazione.

Mi spiace Anonimo ma queste stronzate non meritano nessun commento didascalico ma solo derisione. Se uno non ci arriva a capire che quelle due affermazioni (di cui il libro è pieno) son stronzate allora qualsiasi pezzo di critica sarà inutile.

Anonimo ha detto...

Sinceramente mi sembrate tutti un pò fuori di cervello. I concetti di Barnard sono chiarissimi e sono basito sia dei modi con la quale liquidate un saggio che ha dell'eccezionale, sia delle obiezioni ridicole che hai messo sul piatto. Parlo al singolare perchè le obiezioni di chi non lo ha neanche letto non le trovo degne di nota.

Barnarda non si è mai limitato a dire che l’unica ricchezza che lo stato mette in circolazione è la moneta stessa ma ha speso l’intero saggio a spiegare l’esatto opposto. Il debito è solo uno strumento per misurare il livello di ricchezza messo in circolazione per lo più inteso come servizi e miglioramento della qualità della vita.

Produco debito per creare un’opera pubblica.
L’opera pubblica rimane e faccio circolare denaro.
Ora però c’è troppo denaro.
Allora tasso e brucio quel denaro per tenere sotto controllo l’inflazione.
Ho generato un debito nei confronti del mio stato, ma il mio debito io non devo risanarlo perché risanarlo non serve a nulla.Per risanarlo dovrei rallentare la produzione di denaro, aumentare le tasse e bruciare il denaro recuperato. Sanare il debito di un paese a moneta sovrana, significa ridurre notevolmente i liquidi in circolazione. Una cosa che potrebbe essere tollerabile a condizione che i prezzi della vita si abbassino, ma sempre fino a un certo punto. E come ha fatto presente Barnard, il Giappone ha il 200% del debito pubblico, ma nessuno grida al fallimento in quanto potendo stampare una propria moneta, non sarà mai un paese privo di liquidità e sfido chiunque ad andare in Giappone e non percepire quel 200% di debito (INVESTIMENTO) camminando per le loro strade.

Vi consiglio seriamente di rileggerlo (TUTTO), ragionarci una seconda volta e rivalutarlo.

Ashoka ha detto...

Barnarda non si è mai limitato a dire che l’unica ricchezza che lo stato mette in circolazione è la moneta stessa ma ha speso l’intero saggio a spiegare l’esatto opposto. Il debito è solo uno strumento per misurare il livello di ricchezza messo in circolazione per lo più inteso come servizi e miglioramento della qualità della vita.

Quindi quando Bush faceva debito per finanziare le guerre in Iraq ed Afghanistan in realtà stava “misurando il livello di ricchezza messo in circolazione”, perché stampare denaro è creare ricchezza, Zimbabwe style.

Barnard cmq ha detto proprio quello: solo lo Stato può creare ricchezza

«Il governo a moneta sovrana è l’unica entità esistente che può creare ricchezza al netto nella società o sottrarla. La crea quando spende appunto, e la sottrae quando tassa »

Ma continui nel delirio…

Produco debito per creare un’opera pubblica.
L’opera pubblica rimane e faccio circolare denaro.
Ora però c’è troppo denaro.
Allora tasso e brucio quel denaro per tenere sotto controllo l’inflazione.


Detta così pare che tu possa creare un’opera pubblica a costo zero per la collettività: stampi denaro, paghi operai e materie prime, costruisci l’opera e poi, se aumentano i prezzi, tassi e togli il denaro dalla circolazione (che fine fanno i soldi delle tasse? Li bruciano? Ossignore ho letto dopo ed intendi davvero quello…)

L’Italia era “a moneta sovrana” sino al 2001 (ma diciamo sino al 1997 prima di entrare in Europa) ed aveva uno dei rapporti debito/Pil più alti tra i paesi industrializzati. Ne deduco che fosse più ricca di Germania, Stati Uniti, Francia, etc. perché debito = ricchezza, no? Tra parentesi il Giappone tanto osannato da te ha quella percentuale debito/Pil da quando si è imbarcato in queste ricette “keynesiane” dagli anni ’90 in poi. Loro parlano di “lost decade” fai un po’ tu…

Anonimo ha detto...

Il denaro è come la benzina per un sistema economico. Il suo "creare" ricchezza non prescinde affatto dalla produzione reale. Mi pare che dopo la crisi del 29 il New Deal immise nel sistema americano tantissimi soldi, varò la costruzione di numerose opere pubbliche e sovvenzioni a diverse categorie per favorirne la "produzione" in termini reali. Ora, dimmi se secondo te con le politiche d'austerità intraprese dalla comunità europea l'economia possa ricavarne dei benefici. A me pare di no, ed è un fatto il depauperamento delle classi sociali medie e l'impoverimento delle classi operaie.
Il denaro emesso dallo stato crea ricchezza al "netto". Significa in fondo che quell'immissione di liquidità nel sistema se ben irregimentata permette di sbloccare quelle forze che in assenza, non riuscirebbero a produrre dei beni reali. Se vai a vedere ad esempio il microcredito scopri che persone poverissime che riescono ad accedere a piccole forme di denaro (intendo quelle persone a cui gli istituti bancari non farebbero mai credito) con queste piccole somme riescono a campare, restituirle e in qualche modo ad arricchire l'economia in termini reali.

Dav

Ashoka ha detto...

Il denaro è come la benzina per un sistema economico. Il suo "creare" ricchezza non prescinde affatto dalla produzione reale.

La ricchezza è la produzione reale!

Mi pare che dopo la crisi del 29 il New Deal immise nel sistema americano tantissimi soldi, varò la costruzione di numerose opere pubbliche e sovvenzioni a diverse categorie per favorirne la "produzione" in termini reali.

Mi pare? La costruzione delle opere pubbliche la iniziò Hoover (Hoover Dam, Golden Gate, etc.) e ciò nonostante per 10 anni hanno avuto disoccupazione sopra il 13% con punte del 25%. Altri governi hanno immesso nel sistema “tantissimi soldi” e l’hanno ridotto in miseria (vedi Zimbabwe) quindi l’equazione stampiamo denaro = ricchezza è una palese cagata.

Ora, dimmi se secondo te con le politiche d'austerità intraprese dalla comunità europea l'economia possa ricavarne dei benefici.

Come l’austerità italiana che aumenterà la spesa dell’1% il prossimo anno (e questo con i tanto sbandierati “tagli” ?). Usare parole come “austerità” per descrivere un governo che fa deficit sopra il 5% mi pare neolingua. Lo vuoi capire che la crisi è una “correzione” che ci sta dicendo che la struttura produttiva è a puttane e si deve risistemare. Possiamo lasciare che questo avvenga o continuare a sovvenzionare le aziende che durante il boom ci hanno guadagnato e poi si sono trovate in difficoltà perché troppo espanse.

Vogliam continuare a dar soldi alla Fiat, alle banche o a Impregilo? Basta dirlo ma poi non lamentarsi.

A me pare di no, ed è un fatto il depauperamento delle classi sociali medie e l'impoverimento delle classi operaie.

Che casualmente è avvenuto perché a suon di inflazione e fiscal drag gli han rubato denaro da risparmi e salari. E per risolvere la situazione cosa si chiede? Più inflazione e più spesa.

Il denaro emesso dallo stato crea ricchezza al "netto". Significa in fondo che quell'immissione di liquidità nel sistema se ben irregimentata permette di sbloccare quelle forze che in assenza, non riuscirebbero a produrre dei beni reali.

O se preferisci significa redistribuire ricchezza verso imprenditori che producono beni che nessuno intendeva comprare a quel prezzo e nel contempo abbassare il salario reale di tutti i lavoratori. Ma raccontata così non suona bene, vero?

Se vai a vedere ad esempio il microcredito scopri che persone poverissime che riescono ad accedere a piccole forme di denaro (intendo quelle persone a cui gli istituti bancari non farebbero mai credito) con queste piccole somme riescono a campare, restituirle e in qualche modo ad arricchire l'economia in termini reali.

E qui descrivi un fenomeno, ovvero il meccanismo risparmio-investimento-produzione, che è tipico del capitalismo. Se le banche non fanno credito a questa gente non è perché “non danno garanzie” (negli Usa han fatto credito a gente senza lavoro per far comprare loro casa!) ma perché è molto più redditizio usare leverage e finanziare altri tipi di progetti molto più rischiosi e redditizi. Tanto se crolla tutto poi arriva il bail out.

E cmq tutto questo non c’entra un fico secco con lo Stato che spende soldi a debito! Anzi! In questo caso abbiamo lo Stato che emette titoli di debito e fa concorrenza a questi che sono alla ricerca di un finanziamento…..

Anonimo ha detto...

E' chiaro che in assenza di una produzione reale l'immissione di denaro non fa altro che generare inflazione.
Dici che la politica dell'unione europea è una correzione di una politica economica non sostenibile.
Immagino tu abbia una ricetta per risolvere la questione.

Perchè a me non pare che questa "correzione" produca tanti effetti positivi.

Anonimo ha detto...

Barnard semplicemente non capisce assolutamente nulla di economia.
Siamo ai livelli di un bambino di 10 anni che crede che il denaro crei ricchezza di per se stesso.
Quando sei a quel punto lì il passo successivo della "stampante magica" viene da sè.
Ti faccio solo il solito (se ti ricordi qualche discussione che abbiamo avuto su Luogocomune) appunto.
Barnard sta a Keynes come Topolino alla Treccani.
Keynes non avrebbe sottoscritto NEMMENO UNA PAROLA dell' articolo di Barnard.
Ciao, Complo

Anonimo ha detto...

Come si potrebbe essere d'accordo con Barnard in un luogo dove si respira scuola austriaca. Non è forse l'inflazione il demone da combattere, o lo stato. Ma davvero si crede che il privato tenga alla gente.

Anonimo ha detto...

Ma davvero si crede che il privato tenga alla gente.

Ma davvero si crede che chi commenta conosca l'uso della punteggiatura?

Ma davvero si crede che i privati messi a capo delle istituzioni diventino magicamente delle cose diverse dai privati non a capo delle istituzioni che, a sentire gente come te, sono msotri orribili e sanguinari? Ma cos'è la gente? Risolviti il casino dentro la testa prima. Rileggiti la storia della cicala e la formica, magari in salsa Uriel. Nessuno vuole convincerti, se poi arriva l'inverno e muori di fame, balla.

Sandro Pascucci ha detto...

siete dei poveracci, però grazie per il "lavoretto" alla coppietta san_uccio. certo è stato facile.. però grazie lo stesso.
studiate il signoraggio, mi raccomando!

Anonimo ha detto...

Quest'articolo è inutile, non fa altro che deridere il saggio di Bernard ma di fatto non sviluppa nessun argomento.

Anonimo ha detto...

grande articolo,Barnard è il classico pirla che blatera con saccenza su questioni importatnti,libretto pieno di contraddizzioni ,ma d'altronde se è andato a scuola da ultrakeynasiani che pensano che il denaro è un pezzo di carta che ha valore perchè lo dice il governo è normale attendersi questi risultati,lui poi superficialmente dice che la teoria classica è una serie di cazzate e che gli austriaci sono lobbisti (senza averli letti),ha un modo di fare marxista ,ideologico ,falso,ma lui crede di aver il vangelo con cui liberare le masse ....Barnard cambia settore,datti alle cronache sportive!

Alessandro ha detto...

Ciao Ashoka,
Io non voglio alimentare polemiche, sono qui per intrattenere un dialogo costruttivo. Premetto che non sono un esperto di economia, studio per occuparmi di altro nella vita, ma è una cosa che mi appassiona e sto cercando di capirne di più. Francamente il saggio di Barnard anche a me sembra un buono scritto.
Secondo me tu parti da un solo presupposto errato, che forse è frutto di un fraintendimento (Barnard di certo ha scritto di fretta, con molte ripetizioni e in maniera tutt'altro che impeccabile): ovvero che la famosa spesa a deficit non si traduca poi in investimenti reali. No, questo non è vero, la soluzione che auspica Barnard (semplicistica quanto vuoi, ma secondo me non così lontana dalla realtà) è spendere per far circolare denaro, costruire infrastrutture, dare posti di lavoro, rispondere alle VERE esigenze del paese. E' ovvio che un paese che elargisse denaro a destra e a manca producerebbe inflazione e un collasso prevedibile.
Se c'è una cosa che ho capito informandomi un po' sulla materia, è che il livello di dettaglio del sistema economico-finanziario ha raggiunto livelli mostruosi, livelli all'interno dei quali è molto complicato per un comune mortale districarsi, ed è ovvio che sia più facile bollare come "semplicistica e avulsa dalla realtà" uno scritto che parla in questi termini.
Ora io sarò ignorante, mal informato in materia, sempliciotto o tutto quello che preferisci.
Ora spiegami, alle porte dell'anniversario di questa farsa che è stata l'Unità d'Italia, quali radici ha il debito pubblico? Quando è nato? Perchè sul debito pubblico ce la menano tutti ma nessuno si preoccupa di limarlo? Secondo te gli USA, i vertici intendo, si cagano addosso perchè devono saldare il debito pubblico? A chi? Perchè noi invece lo temiamo? Enunciamo i vantaggi scaturito a noi italiani dall'aver adottato la moneta unica. A me, te, la tua e la mia famiglia, cosa ha migliorato l'approdo nell'area Euro?

Anonimo ha detto...

Tutti voi non avete capito una beneamata SEGA di quello che Barnard ha scritto e ciò si evince dalle IMMANI STRONZATE che voi a vostra volta scrivete. Rileggetevelo bene, il saggio , perchè a quanto pare non ci avete capito un GRAN CAZZO.

Anonimo ha detto...

A me sembra che nutri una GRANDE gelosia verso Barnard, impara a scrivere in modo chiaro come lo fa lui poi potremo dare un giudizio sul tuo teorema da invidioso.

Anonimo ha detto...

ma da uno che nella pagina del blog ha foto e citazione di LUDWIG VON MISES cosa vi aspettate? cosa volete che dica un neoliberista del saggio di Barnard? lasciate perdere non vale nemmeno la pena di commentare--