Lost in translation ovvero Barnard e la MMT

Update. L'articolo è stato aggiornato.

Eravate pronti a spogliarvi dagli abiti mondani per indossare la tenuta da guerra e combattere il signoraggio bancario? Pensavate che la Banca Centrale fosse il nemico da abbattere per riconsegnare la stampante nelle mani dello Stato? Che la Fed fosse un organismo privato che strozzava il governo federale sotto il peso del debito pubblico?


Contrordine compagni! Ora gli Stati Uniti sono l’esempio da imitare, perchè il dollaro è una moneta sovrana e la Fed è lo strumento per uscire dalla crisi in modo facile ed indolore, parola di Paolo Rossi Barnard e dei fautori della Modern Money Theory.

Mi ero sempre chiesto da dove il nostro beniamino, re degli intellettuali alternativi, avesse tirato fuori la sua celebre perla contenuto ne “Il più Grande Crimine”:

«E di conseguenza se il governo in questione spende acquistando più di quanto incassa, cioè se versa più denaro al netto fra i cittadini di quanto gliene tolga con le tasse (se spende a deficit), questo arricchisce la società. Cosa avete appena letto? Avete letto proprio che il governo a moneta sovrana che spende a deficit, cioè che spende a debito, crea ricchezza nella comunità. Ecco dimostrato che il debito cosiddetto pubblico non è affatto il debito dei cittadini, anzi, il contrario. Si può infatti affermare che esso è ciò che noi cittadini intaschiamo, non ciò che noi cittadini dobbiamo a qualcuno»

Mi sembrava talmente assurda e ridicola da non dover necessitare “dati o prove tecniche” per essere confutata ma ho voluto lo stesso caricarmi di buona volontà e leggere un primer sulla Modern Money Theory, che potete trovare a questo indirizzo, per capire da dove Barnard avesse tirato fuori quelle fantasiose teorie. Leggendo la seconda lezione ho finalmente capito. È risultato subito molto chiaro in quale mondo alla rovescia vivano i sostenitori della Modern Money Theory e soprattutto come la versione italiana debba aver sofferto di qualche piccolissimo errore di traduzione perchè i fan nostrani della MMT non sono neanche riusciti a capirla.

Leggiamo insieme.

Un nostro asset finanziario corrisponde ad una passività finanziaria per qualcun altro. È un principio fondamentale della contabilità che ad ogni attivo finanziario corrisponda un uguale passività che lo eguaglia. Un deposito bancario è un asset per le famiglie ma rappresenta un debito per le banche (un pagherò). Un’obbligazione di un’azienda o del governo, di nuovo, è un asset per le famiglie ma rappresenta una passività per chi lo ha emesso (sia il governo o l’azienda). Anche le famiglie hanno dei debiti, come i prestiti studenteschi, i mutui o il finanziamento per l’acquisto di un’automobile. Questi però sono asset per i creditori, che potrebbero essere banche oppure vari tipi di istituzioni finanziarie come fondi pensione, hedge funs o compagnie di assicurazione.

Su questo punto non ci possono essere contestazioni, sono principi basilari di contabilità: se ti presto 100€, avrò un credito verso di te di 100€ e tu avrai un debito con me per la stessa cifra.  Non c’è nulla di rivoluzionario né incredibile, è una semplice identità contabile.
Ma lo sappiamo bene come va a finire con le identità contabili, vero?

La ricchezza finanziaria netta di una famiglia è uguale alla somma di tutti i suoi asset finanziari meno la somma dei suoi debiti. Se questo numero è positivo allora ha una ricchezza finanziaria netta positiva.

Di nuovo, molta attenzione perchè qui iniziano i “magheggi”. Non si sta parlando di ricchezza delle famiglie ma di ricchezza finanziaria, ovvero soltanto dei crediti e dei debiti che una famiglia ha in portafoglio. Questa definizione può dar luogo a spiacevoli interpretazioni che un semplice esempio può aiutarci ad evidenziare.
Immaginiamo di avere un lingotto d'oro del valore di 1450€ in portafoglio e non possedere nessun credito né debito. La nostra ricchezza finanziaria nettà è al momento nulla.
Andiamo in banca, vendiamo l'oro e compriamo 1000 azioni Calistracci Oil (prezzo 1,45€). Ora la nostra ricchezza finanziaria netta è di 1450€, infatti abbiamo 1000 azioni (asset) e nessun debito.
Poco dopo una strana atmosfera pervade la borsa ed le azioni iniziano misteriosamente a salire di prezzo, fino ad essere quotate oltre 9€ ad azione. Tutti vogliono le Calistracci Oil e a questo punto decidiamo di venderle incassando 9000€, che poi usiamo per acquistare un'auto nuova.
La nostra ricchezza è aumentata? Vi sfido a sostenere il contrario! Ma secondo la definizione che viene utilizzata dalla MTT la nostra ricchezza finanziaria netta è diminuita, di 1450€. Infatti ora non abbiamo più né crediti né debiti e quindi la nostra ricchezza finanziaria netta è zero.
Continuiamo nella lettura.

Una nota sulla ricchezza non finanziaria (gli asset reali). Un asset finanziario è necessariamente bilanciato da un debito. Nell’aggregato, quindi, la ricchezza finanziaria netta deve essere uguale a zero. Tuttavia, gli asset reali rappresentano ricchezza che non è controbilanciata da debiti, quindi, a livello aggregato la ricchezza totale è uguale al valore degli asset reali.

Anche qui niente di strano, segue dalla definizione di partita doppia. Se per ogni credito è registrato un debito uguale allora, considerando il mondo intero, la somma di tutti i crediti sarà uguale alla somma di tutti i debiti.

Il corollario è che l’unica ricchezza che conta, a livello aggregato, è quella reale.

Spesso è utile distinguere tra diversi tipi di settori nell’economia. La distizione più semplice è tra il settore pubblico (includendo tutti i livelli di governo) e quello privato (aziende e famiglie). Se dovessimo considerare tutti gli asset e le passività finanziarie emesse dal settore privato, è solo una questione di logica che la somma sia uguale a zero. In altre parole la ricchezza finanziaria netta è uguale a zero se consideriamo solo i “pagherò” emessi dal settore privato. Questi vengono a volte chiamati “ricchezza interna” perchè è “interna” al settore privato. Se il settore privato vuole accumulare una ricchezza finanziaria netta, questa deve essere nella forma di “ricchezza esterna”, ovvero, crediti verso un altro settore. Data la nostra divisione tra settore pubblico e privato, la ricchezza finanziaria esterna deve essere nella forma di obbligazioni governative.

Visto dove stiamo andando a parare? La ricchezza reale (l’unica ricchezza che conta a livello aggregato) è sparita dal discorso e si inizia invece a proporre l’idea che il settore privato possa incrementare la sua ricchezza se e soltanto se il settore pubblico si indebita. Certo, si parla di ricchezza finanziaria con la definizione utilizzata in precedenza, ma cominciate a capire da dove salta fuori l’affermazione per cui “solo lo Stato, facendo debito, può creare ricchezza?”

La ricchezza finanziaria netta privata è uguale al debito pubblico. I flussi (di reddito e spesa) si cumulano in riserve. L’accumulazione netta di asset finanziari da parte del settore privato nel corso dell’anno è possibile soltanto se la sua spesa è minore del suo reddito nello stesso periodo. In altre parole, il settore privato sta risparmiando, permettendogli di accumulare una riserva di ricchezza nella forma di asset finanziari. Nel nostro semplice esempio con solo un settore pubblico ed uno privato, questi asset finanziari sono debiti governativi, in particolare obbligazioni o emissioni monetarie. Questi titoli di debito, a loro volta, possono essere accumulati solo quando il governo spende più di quanto riceva sotto forma di tasse.

Avete notato il gioco di prestigio? Come in poche righe si è arrivati ad affermare che il settore privato può “risparmiare” soltanto se il settore pubblico spende in deficit?

Sveliamo il trucco.

Immaginiamo di avere soltanto un settore privato, composto da famiglie ed imprese, il cui reddito aggregato, quello che chiamiamo anche Prodotto nazionale lordo, è di 100 miliardi di euro, nella forma di stipendi, profitti, etc. Di questi 100 miliardi, 80 vengono spesi in consumi e 20 vengono risparmiati dalle famiglie e prestati alle imprese, che li investono per aumentare, l’anno successivo, la produzione di beni e servizi esistenti oppure produrne di nuovi.

In questo esempio la ricchezza finanziaria netta, così come definita in precedenza, non aumenta (i crediti sono uguali ai debiti) ma il settore privato sta risparmiando, altroché, e sono proprio quei risparmi a finanziare gli investimenti che consentiranno di aumentare la sua ricchezza reale.
Evitando di mangiare tutta la torta oggi (risparmiando) è possibile aumentare le dimensioni della torta domani (investendo). È il fondamento del Capitalismo.

Inseriamo ora nella storiella precedente lo Stato che, per semplicità, decide di emettere obbligazioni per 10 miliardi in modo da finanziare in deficit la propria spesa. Immaginiamo che le famiglie continuino a spendere 80 miliardi ma decidano di allocare 10 miliardi, dei propri risparmi, nel debito pubblico. Non è detto che ciò avvenga ma facciamo finta che il governo riesca a collocare tutti i propri titoli (in questi mesi abbiamo visto che non è così semplice).

Ciò che succede è che le obbligazioni governative vanno a far concorrenza a quelle private. Nell’esempio precedente gli investimenti privati erano di 20 miliardi mentre dopo l’intervento dello Stato la cifra è scesa a 10. Inoltre, poichè è aumentata l’offerta di titoli a domanda invariata, il loro prezzo scenderà e questo significa tassi di interesse più alti per ottenere credito.

Questo fenomeno si chiama crowding out degli investimenti privati. A priori non possiamo sapere come verranno investiti i soldi raccolti dal settore pubblico. Saranno infrastrutture utili e costruite a prezzo di mercato? Grandi opere tanto costose quanto inutili? Ospedali e scuole oppure carri armati? Burocrazia, non si sa. Ciò che possiamo dire, però, è che poiché il settore pubblico risponde a incentivi politici (ottenere voti e potere) e non economici (fare profitti servendo meglio il consumatore), è probabile che la torta a disposizione domani sarà più piccola di quella ottenuta nell’esempio precedente.

Che cosa ci dice la Modern Money Theory in questo secondo caso?

Ci spiega che, indipendentemente da come sono stati spesi i soldi pubblici, ora il settore privato ha ha potuto accumulare una riserva di ricchezza finanziaria netta di 10 miliardi e lo ha potuto fare solo perchè ha acquistato asset che sono debiti del settore pubblico.

La conclusione della MMT è che il settore privato, in’economia chiusa, può risparmiare se e soltanto se il governo sta contemporaneamente facendo deficit e che se invece il governo ha il bilancio in attivo, costringe il settore privato ad indebitarsi (!). 

Da affermazioni fantasiose e fuorvianti (la ricchezza finanziaria netta del settore privato è un aggregato privo di senso e sicuramente è una cosa ben diversa dai risparmi) non si possono che ottenere conclusioni altrettanto sbagliate. 

Ma Barnard fa di più.

Il termine “net financial wealth”, nella traduzione italiana del nostro intellettuale preferito, è diventato semplicemente “wealth”, ricchezza, da cui quella frase che ho citato in apertura. 
Altro giro, altro gioco di prestigio.

17 commenti:

Anonimo ha detto...

Buongiorno, sono Vincenzo.
Non sono un economista, ho piuttosto una formazione tecnica e quindi è molto probabile che abbia male interpretato alcuni concetti o che ne usi altri a sproposito. Poiché seguo, sia pure meno assiduamente, anche i blog sulla MMT, volevo fare alcuni commenti su questo post.
A mio avviso la teoria Austriaca e la MMT hanno in comune molto più di quanto appaia. Entrambe innanzi tutto si discostano dal mainstream monetarista-keynesiano focalizzandosi sulla dinamicità del sistema economico.
La MMT, a mio parere, coglie un aspetto psicologico della personalità umana fondamentale, ovvero che molti si sentono ricchi non tanto se dispngono dei mezzi di produzione quanto piuttosto se hanno denaro in mano. Ovvero un contadino non si sente ricco se ha un campo fertile, i semi, il trattore, ma se ha soldi. E, a questo punto, dice la MMT, stampiamo pure il denaro così la gente si sente ricca e tranquilla e lavora producendo di più. Se funziona così, non ci vedo niente di male.
Non a caso la MMT in ogni caso precisa che la stampa di nuovo denaro può avvenire nei limiti in cui ciò non crei inflazione e senza eccedere l'aumento della produttività (concetti molto Austriaci).
Venendo al ruolo dello Stato la MMT riconosce che la vera ricchezza è creata dal settore privato; lo Stato si deve limitare alle funzioni essenziali (es. giustizia, grandi infrastrutture) e ad evitare il deperimento delle risorse, inclusa la risorsa capacità lavorativa. Un disoccupato di lungo corso è uno spreco di risorse presente e futuro dal momento che, dopo un po', perde le abilità lavorative.
Per tale ragione, al contrario dei keynesiani che prevedono un intervento massiccio e burocratico dello stato, per la MMT lo Stato deve essere solo un ELR (employer of last resource - datore di lavoro di ultima istanza), pagando i suoi dipendenti (con l'ovvia eccezione di quelli impiegati in funzioni essenziali) ai livelli più bassi di mercato e non per svolgere compiti burocratici, che limitano il settore privato, quanto piuttosto per svolgere compiti che migliorano l'ambiente in cui il settore privato opera, tipo pulire i parchi, accompagnare i bambini a scuola e simili. Non vedo in questo niente in contrasto con la teoria Austriaca, anzi la preservazione del capitale, e quello umano è un capitale, è uno dei fondamenti della teoria Austriaca.
Pertanto laddove la teria Austriaca parla di distruzione creativa, MMT parla del modo in cui mettere in atto la creatività.
Saluti,
Vincenzo

Anonimo ha detto...

"Immaginiamo di avere 1450€in portafoglio e non possedere nessun credito né debito. La nostra ricchezzafinanziaria nettà è al momento nulla"

No. La tua ricchezza finanziaria netta è 1450 €.

Sandro Pascucci ha detto...

affonda ashoka.. daje de brutto ma non tanto a barnard, poverino, un pesce fuor d'acqua nel mondo economico, ma ai suoi seguaci, fascisti picchiatori esaltati che si sono aggrappati a questa MMT come un pilota vigliacco che, mentre il suo aereo colpito precipita, si aggrappa alla bomba atomica che trasportava credendola un paracadute.

Ashoka ha detto...

x Vincenzo,
guarda che forse non te ne sei accorto ma il concetto di "employer of last resort" è molto ma molto keynesiano e con Mises/Hayek c'entra poco, così come quello di distruzione creativa (Schumpeter) rispecchia solo il parte l'analisi imprenditoriale austriaca.

***

Per quanto riguarda il secondo commento, invece, ho visto che Wray considera anche le banconote come asset/debiti, quindi riformulo quella frase (il senso n on cambia cmq).

Marco

chicco ha detto...

A me sembra che Krugman nell'suo ultimo "nobody understands debt" sia piu' o meno allineato con MMT.

http://www.nytimes.com/2012/01/02/opinion/krugman-nobody-understands-debt.html?_r=1

Anonimo ha detto...

Avevo infatti premesso che non essendo economista potevo ben dire qualche strafalcione.
Il punto che comunque mi sembra fondamentale nel concetto di ELR è che la paga sia ai livelli più bassi di mercato, non certo ai livelli degli stra-pagati (almeno rispetto a ciò che effettivamente fanno) burocrati odierni, e che abbia la funzione di mantenere le abilità lavorative, evitando l'impigrimento per dirla breve, e anche di fare svolgere compiti che comunque sono utili e migliorano l'ambiente in cui opera il settore privato.
Per dirla con un esempio, oggi il settore pubblico impiega 100 persone pagate ognuna 100 che svolgono in larga misura attività auto-referenziali che ostacolano il settore privato (pensiamo agli innumerevoli adempimenti che ci toccano ogni anno). Questo significa che il settore privato perde reddito per colpa del settore pubblico.
Se il settore pubblico impiegasse 200 persone, ognuna pagata 40, per portare, ad esempio, i figli a scuola, ve ne sarebbe un beneficio per il settore privato, visto che le persone, invece di stare chiuse nel traffico in macchina (traffico che si genera perchè tutti sono costretti ad uscire alla stessa ora, potrebbero dedicarsi ad attività più proficue.
Fatto questo esempio chiarifico ulteriormente che, per ciò che ho capito da inesperto, Mises/Hayek, dicono che le crisi derivano da un uso inefficente delle risorse, da investimenti sbagliati. Ebbene, cosa c'è di più inefficente che lasciare che tanti, essendo disoccupati, perdano le loro abilità lavorative? Quand'anche avessimo, a un certo punto, il risparmio necessario per fare ripartire gli investimenti, non troverremmo la forza lavoro necessaria.
Ti dico questo perché, nella mia esperienza lavorativa di ogni giorno, mi accorgo che è sempre più difficile trovare persone preparate. Assumere qualcuno è quasi più difficile che farsi dare un prestito dalle banche.
Vincenzo

Ashoka ha detto...

Pià che altro prende per buona la teoria di Abba Lerner "we owe it to ourselves" e l'MMT deriva direttamente da Abba Lerner.

Cmq ne avevo parlato
http://ashokascorner.blogspot.com/2012/01/comprendere-il-debito-pubblico.html

Ashoka ha detto...

"Fatto questo esempio chiarifico ulteriormente che, per ciò che ho capito da inesperto, Mises/Hayek, dicono che le crisi derivano da un uso inefficente delle risorse, da investimenti sbagliati. Ebbene, cosa c'è di più inefficente che lasciare che tanti, essendo disoccupati, perdano le loro abilità lavorative? Quand'anche avessimo, a un certo punto, il risparmio necessario per fare ripartire gli investimenti, non troverremmo la forza lavoro necessaria."

Però attenzione, Mises/Hayek perlando di cattivi investimenti durante il boom che vanno liquidati e la disoccupazione è in gran parte frutto di quei cattivi investimenti.

Es. negli Usa in tanti che erano nel settore delle costruzioni hanno perso il lavoro dopo che è scoppiata la bolla immobiliare. Mises/Hayek ti dicono che purtroppo un periodo di crisi è inevitabile perchè l'ordine economico deve capire e correggere gli errori e quindi per un certo periodo la disoccupazione è inevitabile. Possiamo però comportarci in due modi:

a) lasciare che il riaggiustamento avvenga spontaneamente, magari, come suggeriva Hayek, fornendo una rete di salvataggio per chi ha perso il lavoro durante il periodo in cui ne cerca un altro (vedi es. Ichino e la sua proposta di flexicurity)

b) Intervenire attivamente con soldi pubblici per impiegare i disoccupati, con sussidi per rilanciare il settore in crisi (pensa agli incentivi auto), etc.

Il metodo a) può essere inizialmente anche più doloroso ma non dura tanto e la ripresa è solida (vedi 1921 negli USA). Il metodo b) può essere più "morbido" ma fa stagnare l'economia, trasferisce ricchezza proprio verso chi aveva commesso gli errori durante il boom (specialmente le banche), etc.

Cmq a leggerti, veramente, mi sembri molto più keynesiano di quanto tu pensi :)

Anonimo ha detto...

1) Per quel che ho capito il programma ELR somiglia molto ed è parente stretto alla flexsecurity, c'ha solo un nome diverso. E' tutt'altra cosa dallo scavare buche o dal riempirle o dall'assumere 100000 insegnanti che non servono o dando sussidi ala Fiat. L'azienda in crisi deve fallire e i suoi operai, invece che stare in cassa integrazione, devono guadagnarsi quella somma facendo qualcosa che altrimenti non verrebe fatta e che ha una utilità sia pure piccola.
2) Ora entro nel tecnico, e qui posso sbagliare, riferendomi al post successivo, quello sui bilanci settoriali. E' ovvio che se si parla di risparmio "reale" è perfettamente possibile che siano tutti risparmiatori. Ci possono essere tanti Robinson Crusoe che mettono da parte due noci di cocco al giorno per avere la possibilità di mangiare il giorno che decidono di andare in giro per l'isola a cercare qualcosa con cui costruire una barca con cui andare a pesca.
Ma le noci di cocco crescono per conto loro e Robinson con il suo lavoro le raccoglie, ovvero ogni giorno nuove noci si aggiungono allo stock pre-esistente.
Il denaro si aggiunge solo se lo Stato, per il tramite della Banca Centrale, ne stampa di nuovo (o immette un numerino in un computer). Altrimenti la quantità rimane costante anzi diminuisce perché qualche banconota finisce in lavatrice nella tasca dei pantaloni o le monete finiscono nei tombini. Per cui è assolutamente vero che io posso avere più denaro solo se qualcun altro ne ha di meno, a meno che la Banca Centrale non ne stampi di nuovo. Mi dirai, giustamente, che è un falso problema, perché se la quantità di denaro è costante e le merci aumentano, il potere di acquisto aumenta. Ma contemporaneamente dovrebbero anche diminuire i salari monetari. In fondo che differenza fa ricevere in pagamento oggi 1000 euro e domani 100 nominali se la quantità di roba che ci compri è uguale? Nessuna dal punto di vista pratico, enorme dal punto di vista psicologico.
Vincenzo

Anonimo ha detto...

Crowding out? I tassi d'interesse sono dipendenti dalle politiche della Banca centrale, ed in particolare legate al tasso overnight di riferimento. Non esiste mica il mercato dei fondi mutuabili, è una balla. Il Deficit Spending abbassa i tassi d'interesse, perché abbassa il tasso overnight, dal momento che immette più riserve bancarie di quelle richieste dal sistema bancario a livello aggregato.

In più, la faccenda non è che il settore privato non può risparmiare, ma è che il settore privato non può avere un risparmio netto a livello aggregato in una situazione in cui il conto delle partite correnti è in negativo e ad esempio il governo pareggia il bilancio.

Certo che il settore privato può risparmiare, ma come hai accettato anche tu, essendoci un vincolo di debiti e crediti che devono sommare a zero, alcuni risparmiano, altri no, quindi a livello aggregato il risparmio netto è negativo se in più si aggiunge un pareggio di bilancio del governo e un deficit delle partite correnti.

Che c'è di assurdo?

Mica si nega la possibilità di risparmiare del settore privato, la si nega al netto a livello aggregato.

Anonimo ha detto...

"Per quanto riguarda il secondo commento, invece, ho visto che Wray considera anche le banconote come asset/debiti, quindi riformulo quella frase (il senso n on cambia cmq).
Marco".

Il senso cambia completamente.
Quelle banconote (i 1450) sono l'asset finanziario creato dallo Stato a moneta sovrana dal nulla, senza copertura aurea. E' il deficit dello Stato a moneta sovrana verso se stesso.

L'Anonimo di prima.

Ashoka ha detto...

x Vincenzo

sui salari fai la stessa obiezione di Keynes nella General Theory però ti invito a considerare una cosa: i prezzi relativi tra i beni variano ogni giorno ed ogni costruzione di un indice dei prezzi è gioco forza arbitraria. Se, dato l'incremento della produttività, il poter d'acquisto della moneta aumenta (Senza alcun intervento dello Stato ad imporre deflazione stile Impero Britannico post Napoleone), è vero che potrei dover rinegoziare un salario nominalmente inferiore ma in ogni caso sarei consapevole ci ciò che capita e deciderei io come comportarmi (ovviamente non puoi far questo ragionamento in un sistema di contratto di lavoro stile italiano, se vuoi ti spiego il perchè).

Ora tu dici, manteniamo il salario reale immutato ed aumentiamo quello nominale inflazionando. La mia domanda è .. come? Poichè la moneta non è neutrale e se tu crei denaro e lo introduci allora trasferisci ricchezza verso i "primi prenditori" e non hai nessun controllo scientifico di come poi questo denaro venga speso/tesaurizzato, etc.

Ashoka ha detto...

x l'altro anonimo

ho derivato il crowding out esattamente nella stessa maniera con cui Wray tira fuori la storiella del risparmio aggregato:

G (spesa governo) - T (tasse) = S (risparmi) - I (investimenti privati)

Se faccio aumentare G senza aumentare T allora la parte sinistra dell'equazione cresce. Poichè la parte destra è uguale alla sinistra, a meno di ipotizzare un calo dei consumi (ed un aumento dei risparmi) si ha che calano gli investimenti privati (crowding out).

Stessa tautologia che usano nella MMT, diverso ragionamento :-)

***

"Certo che il settore privato può risparmiare, ma come hai accettato anche tu, essendoci un vincolo di debiti e crediti che devono sommare a zero, alcuni risparmiano, altri no, quindi a livello aggregato il risparmio netto è negativo se in più si aggiunge un pareggio di bilancio del governo e un deficit delle partite correnti. "

A ragionar per tautologie si perde il contatto con la realtà. Quello che Wray chiama "risparmio aggregato" è la differenza tra risparmi ed investimenti.

Il succo finale del discorso di Wray è che se non stampi banconote non è possibile che ci siano in circolazione più banconote di quelle esistenti. Che cazzo vuol dire? Nulla.

flavio ha detto...

Per Ashoka da Flavio

La domanda che ti pongo più che altro è questa: come fa il settore privato, che NON STAMPA MONETA, a creare nuova ricchezza, senza toglierla a qualcun altro del contenitore CITTADINANZA ? La prende dall' investimento estero? Tu sei un monetarista da quanto leggo, e seguendo Barnard ho appreso più meno alcuni fondamentali della teoria di arricchimento della MMT. Mi spieghi come dovrebbe funzionare una teoria che DISINTEGRA la spesa pubblica, come quella del signor Milton Friedman tanto amata da Draghi e dalla commissione europea?

Se ci pensi stampare moneta SOVRANA non costa un gran sacrificio, emetterla elettronicamente ancora meno (schiacci un tasto), e la logica semplice mi dice che NEI LIMITI DELLE RISORSE ENRGETICHE, DI FORZA LAVORO ED AMBIENTALI io posso crearla dal nulla per dare lavoro retribuito nella costruzione di opere e servizi di qualsiasi natura, accreditando sui conti correnti delle persone questo nuovo denaro.

Io quello che ti chiedo da novellino dell' economia è uno schemino semplice semplice per capire esattamente cosa c' è di sbagliato in questo teorema, e dove IL MONETARISMO invece possa funzionare. Anche alla luce di quello che accaduto in Argentina dopo la crisi della moneta agganciata al dollaro, e sopratutto dell' enorme istabilità dei debiti dei PIIGS paragonati a quello Giapponese in moneta sovrana.

Ciao

flavio ha detto...

Per Ashoka da Flavio

La domanda che ti pongo più che altro è questa: come fa il settore privato, che NON STAMPA MONETA, a creare nuova ricchezza, senza toglierla a qualcun altro del contenitore CITTADINANZA ? La prende dall' investimento estero? Tu sei un monetarista da quanto leggo, e seguendo Barnard ho appreso più meno alcuni fondamentali della teoria di arricchimento della MMT. Mi spieghi come dovrebbe funzionare una teoria che DISINTEGRA la spesa pubblica, come quella del signor Milton Friedman tanto amata da Draghi e dalla commissione europea?

Se ci pensi stampare moneta SOVRANA non costa un gran sacrificio, emetterla elettronicamente ancora meno (schiacci un tasto), e la logica semplice mi dice che NEI LIMITI DELLE RISORSE ENRGETICHE, DI FORZA LAVORO ED AMBIENTALI io posso crearla dal nulla per dare lavoro retribuito nella costruzione di opere e servizi di qualsiasi natura, accreditando sui conti correnti delle persone questo nuovo denaro.

Io quello che ti chiedo da novellino dell' economia è uno schemino semplice semplice per capire esattamente cosa c' è di sbagliato in questo teorema, e dove IL MONETARISMO invece possa funzionare. Anche alla luce di quello che accaduto in Argentina dopo la crisi della moneta agganciata al dollaro, e sopratutto dell' enorme istabilità dei debiti dei PIIGS paragonati a quello Giapponese in moneta sovrana.

Ciao

Ashoka ha detto...

“La domanda che ti pongo più che altro è questa: come fa il settore privato, che NON STAMPA MONETA, a creare nuova ricchezza, senza toglierla a qualcun altro del contenitore CITTADINANZA ? La prende dall' investimento estero?”

Forse perchè la ricchezza non è nei pezzi di carta che stampa lo Stato ma nei beni e servizi reali? Perchè lo Zimbabwe, che tanta e tanta moneta sovrana ha stampato per arricchire la sua cittadinanza, è uno degli stati più poveri del mondo? Perchè il mondo Occidentale ha visto la sua ricchezza crescere enormemente in un periodo, la rivoluzione industriale, in cui la moneta era oro e argento e lo Stato non poteva stamparla? Suvvia, siamo seri.

“Tu sei un monetarista da quanto leggo, e seguendo Barnard ho appreso più meno alcuni fondamentali della teoria di arricchimento della MMT. Mi spieghi come dovrebbe funzionare una teoria che DISINTEGRA la spesa pubblica, come quella del signor Milton Friedman tanto amata da Draghi e dalla commissione europea?”

Leggi male. Monetarista un cavolo! E daje con sta spesa pubblica disintegrata... in Italia è il 52% ripeto cinquantadue per cento del PIL, in crescita da almeno cinque decenni, e tu, che evidentemente vivi in un modo incantato dove lo Stato ha privatizzato tutto e siamo governati dai perfidi liberisti, mi parli di spesa disintegrata... sì certo, come no.

“Se ci pensi stampare moneta SOVRANA non costa un gran sacrificio, emetterla elettronicamente ancora meno (schiacci un tasto), e la logica semplice mi dice che NEI LIMITI DELLE RISORSE ENRGETICHE, DI FORZA LAVORO ED AMBIENTALI io posso crearla dal nulla per dare lavoro retribuito nella costruzione di opere e servizi di qualsiasi natura, accreditando sui conti correnti delle persone questo nuovo denaro.”

E diventiamo tutti ricchi semplicemente creando denaro di carta e la marmotta incarta la cioccolata.

flavio ha detto...

Beh l' esempio dello Zimbabwe devi metterlo però in un ottica corretta: stampare moneta senza produrci NIENTE NON SERVE A NIENTE.
E poi dal tono delle tue risposte mi sa che hai capito male: il mio intento non è smerdarti o cercare il pelo nell' uovo.

Voglio capire esattamente se la MMT è una totale cazzata o è valida o in parte cazzata ed in parte no. Sto cercando di orientarmi dopo 30 anni di buio informativo, e da circa 3 anni voglio comprendere i meccanismi del sistema per non farmi più inculare da nessuno.

Ti ringrazio della risposta, ma voglio precisare il concetto che ho imparato : STAMPARE MONETA SOVRANA NUOVA PER FINANZIARE ROBA CONCRETA, NON A CAZZO TIPO REPUBBLICA DI WEIMAR: dove sta il disastro? Sono qui per capire. Per intederci tipo Giappone secondo le varie fonti, che ha costruito il debito più alto del mondo (in moneta sovrana).

Altra cosa spiegami come una teoria liberista di contrazione della spesa pubblica può creare benessere: sia chiaro non ti sto sfidando, anche perchè non ne ho la competenza, voglio capire esattamente CHI MI INCULA, ed in quali tranelli non cascare nel caso ci siano persone che propongono soluzioni.

Prima delucidazione.
Gli stati hanno visto crescere le loro ricchezze con moneta non FIAT: ok è vero, spiegami brevemente con una divulgazione come dal tuo punto di vista è avvenuto questo, e perchè la moneta fiat non serve ad una ceppa.

Seconda.
l'Italia è cresciuta sopratutto con lira, per poi rallentare nell' ultimo ventennio, in particolare con gli anni 90. Ulteriore rallentamento lo si è avuto con l' euro. Spiegami il perchè da un punto di vista non aderente alle teorie
antimonetariste.

http://3.bp.blogspot.com/_Vlww5wzPbDU/S7YWxdBRrKI/AAAAAAAAAfc/JZS2gByW6qw/s1600/PIL+Italia+media+decennale.png


Questo grafico lo evidenzia.



Sarei più contento di sapere che Monti sta facendo un buon lavoro, e che la politica europea riuscirà a funzionare per milioni di famiglie, solo che ho l' impressione che non sia proprio così. Non so se è solo a causa della globalizzaizione dei mercati, della competizione sulle risorse con i paesi emergenti, ma ho la sensazione che sia proprio la teoria economica ad essere pericolosa. Dimostrami con il ragionamento che non è così con esempi chiari a supporto(FONTI DI UN'ARGOMENTAZIONE), non semplicemente citandomi senza analisi periodi storici o esempi a caso.


E te lo ripeto, non ti sto sfottendo ne ti sto sfidando, non mi permetto assolutamente :)

CIAO !

PS

Sia chiaro non sono un Barnardista, visto che per me gia il concetto di PIL è aberrante e va rivisto in un ottica sostenibile ed ecologica, non prevista nell'impianto MMT